LA PRESIDENTE VALLELUNGA SCRIVE A MINISTRO LORENZIN – RICHIESTA RIAPERTURA PUNTI NASCITA E MIGLIORAMENTO STANDARD QUALITATIVI

Inviata al Ministro Lorenzin in data 05 gennaio 2016 ore 06.00

Gentile Ministro  Lorenzin,

e Assessori delle varie Regioni

Con la presente in virtù dell’ interesse pubblico diffuso’ (art. 9 della legge n. 241 del 1990) e a salvaguardia dei Diritti sanciti dalla Costituzione , dalla carta dei Diritti umani e dallo Statuto del partito che come Presidente del partito Politico Rinnovamento per l Italia rappresento, con la presente , esprimo forte disappunto per la chiusura dei Punti nascita che si stanno attuando in questo periodo in varie zone delle regioni d Italia :Marche, Umbria, Toscana, Emilia Romagna , Veneto, Friuli ,Campania Calabria, Puglia, Abruzzo, regione autonoma Trento e Bolzano, Lazio, Lombardia e Sicilia, ma ..mentre ad esempio in Lombardia si sono fatti in passato i Convegni con tanto di assessori alla Sanità medici dell ‘A O di Treviglio, Sindaci presidenti di Fondazioni Consiglieri regionali (nel 2010) tutti uniti e presenti in favore della valorizzazione dei piccoli punti nascita riducendo i rischi e aumentando i benefici ,oggi ,Lei sceglie di chiudere tanti punti nascita perché a quanto pare non garantirebbero gli standard qualitativi di altre strutture…(il che lascerebbe supporre che è una scelta in favore della vita…) e quindi ci si chiede da quanto tempo non li garantiscono più?

Gentile Ministro Lorenzin,( e gentili Assessori alla salute se la missiva è stata recapitata anche a voi) ,potete dirmi che salvaguardia della vita può esserci se una donna deve affrontare mentre sta per partorire strade di montagna, curve, ghiaccio come magari chi vive a Petralia , in Sicilia magari durante la rottura delle acque e con il feto che non è piu in condizioni di sterilità e che rischia la vita per eventuali infezioni ?con un marito che magari è al lavoro e che dalla scoperta della rottura delle acque all’ arrivo del marito magari passano molte ore senza assistenza adeguata per svariati motivi anche temporali ( neve ghiaccio, tempesta etc tali da impedire che la partoriente arrivi per tempo in assistenza Ospedaliera e che si possa garantire la salvaguardia di due vite( mamma e nascituro ?)Chi ha permesso tale chiusura,(Ministro ed Assessori alla Sanità ) ha considerato che vi sono alcune zone molto distanti dagli ospedali” grandi”per non dire che in alcune giornate invernali sono impraticabili e questo potrebbe essere molto rischioso per le partorienti e per l eventuale nascituro   che resterebbe isolati e senza assistenza adeguata ? Il diritto alla salute implica il diritto ai trattamenti sanitari necessari per la sua tutela ed è garantito ad ogni persona  dalla Costituzione (noto articolo 32) e, in quanto indispensabile presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti costituzionali, costituisce un diritto fondamentale, la cui lesione impone il risarcimento del danno:

Con la chiusura dei punti nascita, si ammetterebbe nei confronti dei cittadini residenti nei vari Comuni dove verranno( o sono stati chiusi i punti nascita )che questi punti erano rischiosi? Che non sono ( e non erano )a norma per garantire la vita ?Pericolosi ? che potevano creare danno alla salute di tante vite umane? E se cosi era, perché sono rimasti aperti per tanto tempo ? Se cosi fosse, sarebbe come ammettere da parte dello Stato che chi in questi ultimi anni e mesi ha subito complicanze da parto in quelle strutture ha subito un danno per colpa di chi da parte dello Stato e Regioni, non ha messo in campo tutte quelle misure preventive di chiusura nel momento stesso in cui si è avuto il dubbio che quelle strutture non erano idonee…..Possibile che lo Stato non ha avuto comportamenti conformi alla Costituzione ?( se cosi fosse ..) Quindi legittimo immaginare che qualunque donna ha subito un danno in quelle strutture sino a ieri,potrà richiedere risarcimento direttamente allo Stato e /o alla regioni ) ? e se invece ,i punti nascita erano idonei allora, perché oggi non lo sono piu? Cosa non si potrebbe garantire rispetto al passato?

Mi viene da pensare che la motivazione addotta alla chiusura di tali punti nascita   seguano regole e logiche sconosciute ai cittadini.

La protezione della salute, intesa come diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche, è stata inserita anche nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dal Ministro della Salute (e dagli Assessori alla salute )piuttosto che la chiusura di questi punti nascita (assolutamente fondamentali per la salvaguardia delle future mamme e dei loro bambini ) specialmente in alcune zone, ci si adoperi per creare dei potenziamenti di una serie di servizi di pronto soccorso e di emergenza più consoni alle esigenze di un territorio prevalentemente di montagna come ad esempio quello di Petralia Sottana (Palermo )ed altri nel resto d Italia la quale chiusura rischia di danneggiare i cittadini senza eliminare le sacche di inefficienza   ma solo mettendo seriamente a rischio la vita delle future mamme. A questo punto però ci si chiede Gentile Ministro, perché sono stati chiusi i punti nascita  di Petralia Sottana   di Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, e dell’isola di Lipari ma a quanto ho saputo non i punti nascita di Licata, in provincia di Agrigento, e di Bronte, nel catanese ?Che qualità avevano?

In attesa di avere queste Sue cortesi informazioni, si chiede in virtu dell’ interesse diffuso con la presente da me rappresentato che vengano immediatamente riaperte le altre strutture già chiuse ( con particolare riguardo di quella di Petralia visto il difficile territorio in cui vivono i cittadini per le distanze dai grandi ospedali difficilmente raggiungibili in inverno e l eventuale potenziamento dei degli standard di sicurezza per le donne in attesa di Partorire nelle medesime strutture.

Si preavvisa che questo Partito Politico valuterà una eventuale class action in favore delle mamme di tutta Italia che hanno subito ( se riconducibili )danni di salute dalle strutture appena chiuse (se non avevano standard di sicurezza tali da garantire la salute in base ai principi Costituzionali ed in base agli art 582,. 583 Codice Penale e art 2043 art 2048     Codice Civile  ) per non essere state chiuse prima nei confronti di chiunque abbia in passato cagionato danni a mamme , nascituri etc, e che eventualmente valuteremo di sporgere eventuale denuncia penale laddove non venendo riaperte queste strutture (in particolare quella di Petralia che ha una strada davvero pericolosa e altre che hanno la strada pericolosa) si dovessero verificare incresciose conseguenze alle mamme, da parto o ai nascituri e /o se familiari ,dovessero subire eventuali incidenti stradali o danni , o altri riconducibili a causa delle chiusure delle strutture essendo state obbligate queste donne non solo a partorire in certe strutture non liberamente scelte ma anche a fare per forza quella determinata strada in un momento tanto critico come il parto ,discriminandole in cittadine di Serie A (quelle che hanno strutture vicino casa efficienti che possono aspettare il momento della nascita con meno ansia ) e quelle di serie b ) che risiedono in paesi distanti dalla strutture sanitarie” adeguate” cui viene negato anche il servizio emergenziale e messe in condizione di ansietà.

In attesa di una Sua cortese quanto immediata risposta si preavvisa che essendo una missiva portatrice di interessi diffusi si provvederà alle impugnative del caso se entro 30 G non avremo ottenuto un Sua cortese decisione in merito.

Paola Graziella Vallelunga

Presidente del Partito Politico

Rinnovamento per l ‘Italia

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