VALLELUNGA: E’ CAOS TRA ISTITUZIONI E VIGILANZA PRIVATA

Rinnovamento per l’Italia (RPI) ha stretto una Alleanza a livello nazionale con il Movimento Sociale Popolare (MSP), insieme ci si accinge ad affrontare le prossime elezioni comunali. Un periodo quello attuale molto intenso per il Partito Rinnovamento per l’Italia che  sta affrontando i preparativi per le  elezioni amministrative che si svolgeranno il 5 giugno 2016.
Rinnovamento per l’Italia e l’alleato MSP stanno sostenendo a Roma la candidatura a Sindaco di Francesco Storace con la Lista Storace Sindaco candidando al Consiglio Comunale il Coordinatore Provinciale di RPI Partito Ennio Pietrangeli, a Milano invece sostegno alla Candidatura a Sindaco di Nicolò Mardegan con la Lista Noi x Milano dove è Candidata al Consiglio Comunale la nostra Presidente Paola Graziella Vallelunga, a Torino sostenendo Forza Italia con la Candidatura al Consiglio Comunale del nostro Coordinatore Provinciale Demetrio Di Giuseppe, a Napoli in sostegno alla candidatura Sindaco di Enzo Rivellini con la Candidatura Consigliere Comunale del nostro coordinatore Francesco Pio Piccolo, in Valle D’Aosta in supporto a Lega Nord mentre a Cagliari si svelerà il nodo a breve. Sul fronte del lavoro oltre al Partito Rinnovamento per l’Italia anche la sua Confederazione Sindacale autonoma RPI.TLC sta dando battaglia e nonostante l’intenso periodo non ci si può esimere dall’attenzionare il caos in cui vive il Comparto Vigilanza Privata ed in particolare le Guardie Particolari Giurate.
Incredibile ma vero, noi poniamo quesiti alle Istituzioni e da queste ultime ci sembra di continuare ad essere  presi per i fondelli….
La legge prevede una cosa, la Prefettura di Milano sembra applicarne un’altra, e non se ne capisce il perché?
E’ così facendo fa nascere in noi dubbi di diversa natura.

Ora…, se è previsto che la Licenza da Istituto di Vigilanza Privata (IVP) sia rilasciata dalla prefettura territorialmente competente, ed una azienda, ha sede legale a Biella, Dirigenziale ed Amministrativa a Torino ed operativa Principale a Milano, e la legge, recita che per sede principale e da intendersi quella dove l’IVP ha sede Dirigenziale ed Amministrativa “Torino”(Cod. Civ.), perché ci chiediamo, gli è stata rilasciata la Licenza dalla Prefettura di Milano e non invece da Torino che è quella legalmente stabilità dalla legge?
La risposta dalla Prefettura di Milano al nostro quesito non è tardata…, la Prefettura di Milano dice che “la sede principale dell’azienda è quella comunicata dall’Istituto di Vigilanza alla Prefettura”, quindi possiamo dedurre che il Titolare di Licenza di Istituto di Vigilanza possa senza munirsi preventivamente della necessaria iscrizione della sede principale al Registro Imprese come Direzione e Amministrazione aziendale (prevista tra l’altro quale requisito ai fini del rilascio della Licenza di IVP), possa farsi rilasciare la Licenza da Milano auto-certificando  che sposta la sede da Torino a Milano?
Noi abbiamo il timore che ciò avvenga per cambiare Prefettura e Tribunale del lavoro che sono competenti per sede territoriale, scegliendo così le aziende “quelli a loro più congeniali”, a noi restano forti dubbi circa la bontà di tali concessioni.
Inoltre avevamo chiesto  al Ministero Dell’Interno quali sono i requisiti minimi per il rilascio della Licenza di IVP ed in particolare cosa sia inteso per dimostrazione della capacità di rispetto del CCNL a cui i titolari di licenza sono tenuti all’osservanza, ed il Ministero nella Persona del Dott. Vincenzo Acunzo ci scrive che uno dei requisiti minimi è che l’azienda deve dimostrare la capacità di rispetto integrale del CCNL e di secondo livello,  poi in un’altra missiva a firma del Direttore dell’Ufficio Ministeriale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Dott. Castrese De Rosa, ci dice che ai fini delle sanzioni verso gli IVP  inosservanti  le violazioni devono essere reiterate nella mancanza del rispetto del CCNL, (ma dove ha letto il Dott. Castrese che nella normativa si parla di reiterato comportamento?)la società di Vigilanza in questione ha subito numerose sentenze di condanna della Magistratura e pertanto la legge va applicata, non è giusto applicarla solo per le Guardie Giurate nei casi di revoca dei titoli, ma maggiormente va applicata per gli Istituti di Vigilanza inosservanti delle norme.

Attuare il Registro delle GPG con priorità ai fini delle assunzioni delle GPG in stato di mobilità garantisce la ricollocazione delle stesse, avviare il rilascio del tesserino nazionale elettronico garantisce lo snellimento delle pratiche di assunzione, stabilire la possibilità di commissariamento degli IVP anche per il mancato rispetto dei requisiti minimi ai fini del rilascio delle licenze è una garanzia di legalità ed una forma che bilancia lo strapotere che certi IVP che dimostrano facendo leva sul paventato licenziamento di massa per chiusura aziendale, lo Stato non può accettare forme di ricatto ne può consentire che le normative siano ripetutamente violate da alcuni titolari di licenza, ed i lavoratori necessitano di vere e concrete forme di attuazione delle attività di controllo ai fini anche della tutela del lavoratore (tra l’altro in questo caso armato trattandosi di Gpg).
Le Questure dovrebbero svolgere i controlli sugli IVP, ma non lo fanno, oppure li eseguono con molta superficialità, le Prefetture non sanzionano quando dovrebbero ed il Ministero oggi dice una cosa e domani ne espone un’altra e questo sistema pone i lavoratori Guardie Giurate in una situazione di schiavitù in un sistema di lavoro ormai in uso in diversi istituti di Vigilanza, che impongono ai lavoratori “la legge del taglione”, ho lavorano alle loro condizioni anche se in contrasto con il CCNL e le norme di sicurezza o li portano allo sfinimento e licenziamento, talvolta con fare persecutorio che in alcuni casi può aver contribuito a condurre diverse Guardie Particolari Giurate al suicidioE la dignità dell’individuo? Del lavoratore? Del cittadino che lavora per vivere e mantenere la propria famiglia che fine hanno fatto?
E’ un periodo ormai lunghissimo che questo sistema si dimostra lesivo per i dipendenti degli Istituti di Vigilanza mentre invece economicamente produttivo per gli IVP, compresi quelli che per opportunismo, effettuano cessioni del ramo d’azienda ad altri allo scopo di licenziare i “vecchi dipendenti” assumendone “nuovi” godendo così delle agevolazioni della Jobs act, senza contare che ci sono anche quegli IVP in chiusura per infiltrazioni mafiose…. e che hanno prodotto la cassa integrazione speciale per moltissime Guardie Giurate, ad esempio la vicenda dei Metronotte città di Roma.

Viene da chiedersi perché l’ufficio del Ministero non fa applicare le sue stesse circolari alle Prefetture ed alle Questure? Perché le Prefetture non sanzionano gli IVP? Perché le Questure non fanno i controlli che sono tenuti a fare? Un asse a tre livelli tra Questure, Prefetture e Ministero che non riesce a toglierci i dubbi derivanti dal sistema stesso, cosa sta accadendo nella Vigilanza privata? Il Ministro Alfano lo sa quello che accade? Si parla di lavoratori portati allo stremo ed IVP che trattano il personale discriminandolo spesso in violazione del DM 269/2010 ed al CCNL.
Infine ci si mettono anche i Sindacati o per meglio dire alcuni sindacalisti di sigle “maggiori” questo è quanto ci arriva dai territori, in questo caso dalla Valle D’Aosta, circa l’operato sindacale delle Sigle S.A.V.T e UILTUCS in una assemblea tenutasi presso la sede della UILTUCS di Aosta, parliamo dell’assemblea sindacale dei lavoratori di un noto Istituto di Vigilanza Privata che opera ad Aosta e sul territorio nazionale, l’assemblea è stata emanata dai Sindacati S.A.V.T. e UILTUCS e dalle R.S.U presenti in Azienda.
Circa 6 lavoratori in tutto, (roba da matti) compresi due lavoratori ed alti Dirigenti aderenti alla Confederazione Autonoma Rinnovamento per L’Italia RPI.TLC (non invitata in qualità di sigla sindacale dalle altre sigle), di cui è Segretario Generale Confederale Francesco Maurizio Mulino e Presidente Paola Graziella Vallelunga.

Un numero di lavoratori partecipanti dunque irrisorio se si considera che tra i 6 lavoratori erano presenti anche le due RSU.
Di tutti i punti di cui si sono pregiati le Sigle sindacali mezzo  stampa  qualche giorno fa (non RPI.TLC non invitata ufficialmente alla riunione), in cui si ritenevano soddisfatti dell’incontro con i vertici dell’Azienda, Istituto di Vigilanza (IVP) di Aosta.
In riferimento all’assemblea Sindacale dei lavoratori hanno detto che il problema sostanziale dell’azienda è che non sa come far fare le pause (art. 74 c.c.n.l.) in quanto non vuole impiegare ulteriore personale nella fruizione delle pause per i colleghi che svolgono più di 6 ore di servizio.
Gli aderenti a RPI.TLC hanno sollevato il problema della Sicurezza, riferito agli Interventi di ALLARME di cui non sono messi a conoscenza, non conoscono i clienti da vigilare così come è previsto debba essere in base al D.M. 269/2010 ALL. D punto 3, il quale è chiarissimo su questi punti, è stato anzitempo richiesto in molteplici occasioni alla Società la quale non ha mai dato risposte facendo “orecchie da mercante”, segnalato anche alla Questura di Aosta ma tutto tace.
Il problema delle auto di servizio che non vengono date per eseguire servizi (che per altro servirebbero da deterrente), non è stato affrontato e a quanto si è potuto comprendere tra le righe, le auto sarebbero state tolte ad alcuni perchè nel mese di Giugno 2015 le Guardie Giurate R.P ed M.C.  avevano fatto esplicita richiesta di rispetto dell’ art. 8 del C.I.R. VALLE D’AOSTA che contempla l’orario di inizio e fine servizio, partendo dalla Centrale operativa di Corso Ivrea  Aosta, quando lo hanno fatto notare alla Società, questa dopo alcuni giorni per ripicca ha tolto loro le auto di servizio, pagandogli solamente i km previsti da tabella A.C.I. ad  euro 0.38 centesimi al km per 50 km + 1,70 di trasferta, mentre l’orario di percorrenza non viene retribuito e dunque i lavoratori saranno costretti a fare un ulteriore sollecito seguito da una probabile vertenza alla Società per il pagamento dell’orario di percorrenza dalla Centrale operativa (sede di lavoro) al luogo di espletamento del servizio, da considerare anche che l’Azienda dovrebbe mettere i lavoratori nel luogo più vicino alla residenza abituale, e che solo per alcuni lavoratori “guarda caso aderenti ad RPI.TLC  non lo fa,  adducendo quale motivazione che trattasi di esigenze aziendali. A seguito della presenza dei due aderenti a RPI.TLC in qualità di lavoratori ma anche di Dirigenti Sindacali, il Segretario UILTUCS era in forte agitazione e alla fine con una scusa che è apparsa banale ha abbandonato la riunione, forse perché non riusciva a contrastare quanto si stava esponendo con domande e situazioni riscontrabili agli occhi di tutti e addirittura quando gli sono state fatte notare le anomalie, si stava alterando ed è stato invitato ha mantenere la calma, anche perché era inutile agitarsi su situazioni in fondo già note. Insomma, questa “finta e scarna assemblea” è stata un completo flop e quanto dichiarato dalle Sigle sulla stampa locale Valdostana non corrisponde al vero, pensiamo che sia un ennesimo aiuto forse involontario (almeno, cosi si spera) ha sostegno della Società di Vigilanza. Inoltre gli aderenti ad RPI.TLC sono considerati non graditi all’azienda per cui lavorano, in quanto denunciamo i fatti e le situazioni forse sgradevoli per le autorità, obbligati dal fatto che la società a loro non da risposte ed il dialogo diretto in seno all’azienda è inesistente.

Partito politico

Rinnovamento per l’Italia

Ufficio stampa

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